E' possibile che la figurazione, intesa come rappresentazione iconica, stia perdendo la
sua importanza? Sembrerebbe che l'utilizzo di Photoshop, della fotocomposizione, delle
composizioni digitali in 3d, stiano lentamente "sbranando" la pittura, la quale sempre di più
si sposta sull'espressione astratta e/o informale. Ma è veramente così? Personalmente credo di no.
Vi sono artisti che dimostrano, con la forza espressiva delle loro opere, che non siamo sicuramente
di fronte ad un "tramonto" della pittura figurativa, ma forse, anzi, sicuramente, ad un salto
evolutivo spinto e motivato, come tutte le svolte evolutive, da una situazione di crisi; in questo caso
non si tratta certo dell'approssimarsi del 2012 o della crisi economica, ma di un'invasione del
"territorio della figurazione" da parte della comunicazione pubblicitaria e di massa che hanno
ristretto ancora di più la "nicchia ecologica" della pittura. E così vediamo i pittori evolvere
"mutando" i loro strumenti ed i loro linguaggi, sovrapponendo la pittura a Photoshop, la figura
all'astrazione; scegliendo accuratamente i soggetti sui quali puntare l'occhio dedicandovi le loro
ricerche, riflessioni e poetiche.
Dunque forse non siamo ancora di fronte ad un canto del cigno della pittura figurativa, ma più
propriamente ad una metamorfosi che, per via delle leggi darwiniane, non sarà sicuramente priva
di vittime ma altrettanto sicuramente potrà aprire nuovi orizzonti e nuove vie a questa, o alle
generazioni future.
Davide Corsetti
"La nave di Brahms" opera di Edgar Caracristi esposta nella mostra "Realismi paralleli" dal 18 novembre al 13 dicembre 2009 presso la Galleria Zamenhof di Milano
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