mercoledì 2 dicembre 2009

Sbranati da Photoshop


E' possibile che la figurazione, intesa come rappresentazione iconica, stia perdendo la 

sua importanza? Sembrerebbe che l'utilizzo di Photoshop, della fotocomposizione, delle 

composizioni digitali in 3d, stiano lentamente "sbranando" la pittura, la quale sempre di più 

si sposta sull'espressione astratta e/o informale. Ma è veramente così? Personalmente credo di no. 

Vi sono artisti che dimostrano, con la forza espressiva delle loro opere, che non siamo sicuramente 

di fronte ad un "tramonto" della pittura figurativa, ma forse, anzi, sicuramente, ad un salto 

evolutivo spinto e motivato, come tutte le svolte evolutive, da una situazione di crisi; in questo caso 

non si tratta certo dell'approssimarsi del 2012 o della crisi economica, ma di un'invasione del 

"territorio della figurazione" da parte della comunicazione pubblicitaria e di massa che hanno 

ristretto ancora di più la "nicchia ecologica" della pittura. E così vediamo i pittori evolvere 

"mutando" i loro strumenti ed i loro linguaggi, sovrapponendo la pittura a Photoshop, la figura 

all'astrazione; scegliendo accuratamente i soggetti sui quali puntare l'occhio dedicandovi le loro 

ricerche, riflessioni e poetiche.

Dunque forse non siamo ancora di fronte ad un canto del cigno della pittura figurativa, ma più 

propriamente ad una metamorfosi che, per via delle leggi darwiniane, non sarà sicuramente priva 

di vittime ma altrettanto sicuramente potrà aprire nuovi orizzonti e nuove vie a questa, o alle 

generazioni future.

Davide Corsetti

"La nave di Brahms" opera di Edgar Caracristi 
esposta nella mostra "Realismi paralleli" 
dal 18 novembre al 13 dicembre 2009 
presso la Galleria Zamenhof di Milano